Articolo apparso sulla pagina della rivista IL MELO del mese di NOVEMBRE 2019.
Gentili clienti,
Siamo lieti di condividere con voi l'articolo di Fabio Brescacin, presidente di EcorNaturaSì, dal titolo Il vero Rinascimento parte dalla Terra, pubblicato sul Corriere della Sera.
Per riuscire a ridurre, o quanto meno a non accrescere il debito pubblico, aumentando al contempo l’occupazione, bisogna potenziare le attività produttive nei settori in cui i costi di investimento si ammortizzano con i risparmi sui costi di gestione che consentono di ottenere. Per individuare questi settori occorre uscire da una concezione dell’economia come attività autoreferenziale basata sulla dinamica tra la domanda e l’offerta, e intervenire nelle fasi in cui la produzione e i consumi impattano con gli ecosistemi terrestri: nel prelievo delle risorse, nei processi produttivi che le trasformano in merci e beni, nella riduzione delle merci e dei beni in rifiuti, con l’obbiettivo di sviluppare tecnologie che riducono gli sprechi e le inefficienze: ovvero consentono di ridurre al minimo il prelievo di risorse, le immissioni di sostanze nocive nei cicli biochimici e la produzione di rifiuti. Anziché nella costruzione di grandi opere occorre investire nella ristrutturazione energetica degli edifici esistenti (adottando subito e andando oltre la Direttiva 2010/31/CE), nella riduzione delle perdite nelle reti idriche e nel recupero delle acque piovane, nella manutenzione degli edifici pubblici, nel ripristino della bellezza dei paesaggi deturpati negli scorsi decenni da un’edilizia volgare e invadente, nel potenziamento dei trasporti pubblici locali, nella rinaturalizzazione dei quartieri urbani dove insistono edifici industriali o palazzi abbandonati (come si sta facendo a Detroit), nello sviluppo delle fonti rinnovabili in piccoli impianti per autoconsumo, nel recupero e riciclaggio dei materiali contenuti negli oggetti dismessi, nell’agricoltura tradizionale di prossimità, nel commercio locale, nell’accorciamento delle filiere tra i produttori e gli acquirenti.