La saldatura tra i piccoli contadini, i commercianti al minuto, le piccole e medie aziende, gli artigiani e i professionisti radicati nel territorio in cui vivono, con i movimenti che si oppongono alla realizzazione delle grandi opere e alla privatizzazione dei servizi pubblici essenziali, può avvenire soltanto in un contesto di autoemarginazione dalla globalizzazione e rivalutazione delle economie locali, con l’obbiettivo di ridurre al minimo la dipendenza dalle fonti fossili e realizzare la maggiore autosufficienza produttiva in base al principio di sussidiarietà: produzione e commercializzazione negli ambiti territoriali più ristretti di quanto è possibile e conveniente, ampliando progressivamente gli ambiti territoriali di approvvigionamento di quanto non si può o non conviene produrre negli ambiti più ristretti. Questa scelta, che può essere fatta solo su base volontaria, è finalizzata a raggiungere la massima autonomia nella produzione alimentare, in quella energetica e nelle produzioni necessarie a soddisfare i bisogni fondamentali: edilizia, abbigliamento, arredamento, utensileria, attività artigianali, riparazioni e manutenzioni. La riduzione al minimo della dipendenza dalle fonti fossili implica l’abbandono dell’agricoltura chimica e lo sviluppo dell’agricoltura biologica, la valorizzazione della stagionalità dei prodotti, la riunificazione di agricoltura e allevamento, l’accorciamento delle filiere e la riduzione delle intermediazioni commerciali tra produttori e acquirenti, la diffusione delle fonti rinnovabili in piccoli impianti per autoconsumo con scambio delle eccedenze in piccole reti collegate tra loro sul modello di internet.
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